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Tema: La Madonna del Rosario e la battaglia di Lepanto

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    La Madonna del Rosario e la battaglia di Lepanto

    7 ottobre 1571 la Vittoria a Lepanto "Ogni passo della nostra vita, ogni azione, anche della Chiesa, deve essere fatta davanti a Dio, alla luce della sua Parola" (Benedetto XVI)

    "C’è una bella invocazione della tradizione cristiana da recitarsi prima di ogni attività, che dice così: «Actiones nostras, quæsumus, Domine, aspirando præveni et adiuvando prosequere, ut cuncta nostra oratio et operatio a te semper incipiat, et per te coepta finiatur», cioè: «Ispira le nostre azioni, Signore, e accompagnale con il tuo aiuto, perché ogni nostro parlare ed agire abbia sempre da te il suo inizio e in te il suo compimento».
    Ogni passo della nostra vita, ogni azione, anche della Chiesa, deve essere fatta davanti a Dio, alla luce della sua Parola". ( Benedetto XVI, Udienza Generale 25 aprile 2012 )
    Queste ispirate parole di Benedetto XVI ben si addicono come splendente preludio spirituale della Festa odierna della Madonna del Rosario detta anche della Regina della Vittoria ( titolo ancora conservato in alcune regioni italiane).
    Ci affidiamo alla storia,così ben descritta dalla stimata studiosa Cristina Siccardi, per commemorare il miracolo della Vittoria a Lepanto che ha dato origine alla festa odierna. A.C.
    Regina Sacratissimi Rosarii.
    Ora pro nobis.


    La Madonna del Rosario e la battaglia di Lepanto

    di Cristina Siccardi

    Nel 1212 san Domenico di Guzman, durante la sua permanenza a Tolosa, vide la Vergine Maria che gli consegnò il Rosario, come risposta ad una sua preghiera, a Lei rivolta, per sapere come combattere l’eresia albigese.
    Fu così che il Santo Rosario divenne l’orazione più diffusa per contrastare le eresie e fu l’arma determinante per vincere i musulmani a Lepanto.
    Come già per Poitiers (ottobre 732) e poi sarà per Vienna (settembre 1683), la battaglia di Lepanto fu fondamentale per arrestare l’avanzata dei musulmani in Europa.
    E tutte e tre le vittorie vennero imputate, oltre al valore dei combattenti, anche e soprattutto all’intervento divino.
    La battaglia navale di Lepanto si svolse nel corso della guerra di Cipro.
    Era il 7 ottobre 1571 quando le flotte musulmane dell’Impero ottomano si scontrarono con quelle cristiane della Lega Santa, che riuniva le forze navali della Repubblica di Venezia, dell’Impero spagnolo (con il Regno di Napoli e di Sicilia), dello Stato Pontificio, della Repubblica di Genova, dei Cavalieri di Malta, del Ducato di Savoia, del Granducato di Toscana e del Ducato di Urbino, federate sotto le insegne pontificie.
    Dell’alleanza cristiana faceva parte anche la Repubblica di Lucca, che pur non avendo navi coinvolte nello scontro, concorse con denaro e materiali all’armamento della flotta genovese.
    Prima della partenza della Lega Santa per gli scenari di guerra, san Pio V benedisse lo stendardo raffigurante, su fondo rosso, il Crocifisso posto fra gli apostoli Pietro e Paolo e sormontato dal motto costantiniano In hoc signo vinces.
    Tale simbolo, insieme con l’immagine della Madonna e la scritta S. Maria succurre miseris, issato sulla nave ammiraglia Real, sarà l’unico a sventolare in tutto lo schieramento cristiano quando, alle grida di guerra e ai primi attacchi turchi, i militi si uniranno in una preghiera accorata.
    Mentre si moriva per Cristo, per la Chiesa e per la Patria, si recitava il Santo Rosario: e i prigionieri remavano ritmando il tempo con le decine dei misteri.
    L’annuncio della vittoria giungerà a Roma 23 giorni dopo, portato da messaggeri del Principe Colonna.
    Il trionfo fu attribuito all’intercessione della Vergine Maria, tanto che san Pio V, nel 1572, istituì la festa di Santa Maria della Vittoria, trasformata da Gregorio XIII in «Madonna del Rosario».
    Comandante generale della flotta cristiana era Don Giovanni d’Austria di 24 anni, figlio illegittimo del defunto Imperatore Carlo V e fratellastro del regnante Filippo II.
    Al fianco della sua nave Real erano schierate: la Capitana di Sebastiano Venier, capitano generale veneziano; la Capitana di Sua Santità di Marcantonio Colonna, ammiraglio pontificio; la Capitana di Ettore Spinola, capitano generale genovese; la Capitana di Andrea Provana di Leinì, capitano generale piemontese; l’ammiraglia Vittoria del priore Piero Giustiniani, capitano generale dei Cavalieri di Malta. In totale, la Lega schierò una flotta di 6 galeazze e circa 204 galere.
    A bordo erano imbarcati non meno di 36.000 combattenti, tra soldati, venturieri e marinai.
    A questi si aggiungevano circa 30.000 galeotti rematori.
    Comandante supremo dello schieramento ottomano era Müezzinzade Alì Pascià.
    La flotta turca, munita di minore artiglieria rispetto a quella cristiana, possedeva 170-180 galere e 20 o 30 galeotte, cui si aggiungeva un imprecisato numero di fuste e brigantini corsari.
    La forza combattente, comprensiva di giannizzeri, ammontava a circa 20-25.000 uomini.
    L’ammiraglio, considerato il migliore comandante ottomano, Uluč Alì, era un apostata di origini calabresi, convertitosi all’Islam.
    Alì Pascià si trovava a bordo dell’ammiraglia Sultana, sulla quale sventolava un vessillo verde, dove era stato scritto, a caratteri d’oro, 28.900 volte il nome di Allah.
    I musulmani di allora tagliavano le teste così come le tagliano oggi quelli dell’Isis: essi non hanno mutato i loro sistemi, mentre i cristiani hanno declinato i loro doveri davanti a Dio e alle loro nazioni, asservendosi non più al Re del Cielo e della terra, ma al padrone degli Inferi.
    Spiegava san Louis-Marie Grignon de Montfort: «Nel Cielo, Maria comanda agli angeli e ai beati.
    Come ricompensa della sua profonda umiltà, Dio le ha dato il potere e l’incarico di riempire di santi i troni lasciati vuoti dalla superbia degli angeli ribelli».
    Tutte le grazie passano per Maria, come ci insegnano i grande teologi mariani ed ecco perché san Pio V, Papa mariano e domenicano, affidò a Maria Santissima le armate ed i destini dell’Occidente e della Cristianità, minacciati dai musulmani.
    Da allora in poi si utilizzò ufficialmente il titolo di Auxilium Christianorum, titolo che non sembra doversi attribuire direttamente al Pontefice, ma ai reduci vittoriosi, che ritornando dalla guerra passarono per Loreto a ringraziare la Madonna.
    I forzati che erano stati messi ai banchi dei remi furono liberati: sbarcarono a Porto Recanati e salirono in processione alla Santa Casa, dove offrirono le loro catene alla Madonna; con esse furono costruite le cancellate poi poste agli altari delle cappelle.
    Lo stendardo della flotta fu donato alla chiesa di Maria Vergine a Gaeta, dove è tuttora conservato e che attende di essere ancora issato nei cuori di coloro che si professano cristiani e vogliono difendere le proprie radici di fronte al proselitismo sanguinario dell’Isis. (Cristina Siccardi)


    Fonte : Corrispondenza Romana


    Idealmente associata alla miracolosa vittoria a Lepando la foto dello stendardo ottomano strappato nel 1723 ad una nave turco-araba, comandata dal palermitano, apostata, Antonio Sanfilippo, dopo lo scontro vittorioso, al largo del porto di Anzio con una nave pontificia comandata dall'osimano Francesco Guarneri e donato alla Cattedrale dell'antichissima diocesi osimana nel 1763.
    Osimo, Basilica Con-Cattedrale di San Leopardo, navata di sinistra.


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    Re: La Madonna del Rosario e la battaglia di Lepanto

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    La Madonna “Bombardiera”

    DI LUCIANO GAROFOLI





    I
    l 7 ottobre 2016 dal pulpito della chiesa di un piccolo paese, Don Mico apostrofa così la numerosa folla (circa una decina di persone), convenute per la messa:


    “Cari fratelli e sorelle, oggi ricordiamo la festività dedicata alla Madonna del Rosario. Questa festa, nel calendario liturgico, fu inserita da Papa Pio V in ricordo della battaglia di Lepanto che vide di fronte la flotta cristiana e quella turca: era appunto il 7 ottobre 1571 quando le due flotte si scontrarono sul mare della Grecia davanti alla città di Lepanto. I tempi erano duri, i turchi avanzavano nel Mediterraneo verso l’Europa: certo genovesi e veneziani non erano quello che possiamo definire delle brave persone. Le provocazioni che ponevano in essere nei confronti dell’Islam erano quotidiane. Pensate che occupavano addirittura dei quartieri della capitale dell’impero ottomano e lì svolgevano i loro commerci senza nemmeno pagare le tasse al governo del Sultano.


    La battaglia fu cruenta lo scontro vide episodi di grande ferocia e di valore da ambo le parti. Il papa Pio V che stava in Vaticano, “credette” di avere una visione in cui la flotta cristiana, protetta dalla Vergine del Rosario, usciva vittoriosa dallo scontro, ma questo è un aneddoto. Alcuni giorni dopo si ebbe davvero la notizia della vittoria sulla flotta turca: addirittura i marinai cristiani rubarono la bandiera verde con ricamato sopra tante volte il nome di Allah dall’ammiraglia turca. Per fortuna Paolo VI restituì alla Turchia questa bandiera durante il suo pontificato”.







    Vista la folta partecipazione alla messa, la cosa è rimasta in un ambito ristretto di persone di una certa età e di una semplicità davvero molto elevate.


    Da notare che Don Mico, il quale non fa altro che citare ad ogni piè sospinto Papa Francesco con toni esaltanti come se parlasse del Messia, non chiama mai Pio V santo, e racconta la storia secondo una sana e davvero encomiabile forma di nuovo revisionismo, questo sì ammesso ed applaudito da tutti, in quanto ristabilente la verità storica vulnerata e messa sotto i piedi da secoli di oscurantismo kattolico.


    Esilaranti le teorie sui genovesi e veneziani sulle loro continue provocazioni contro i turchi e per la loro disonestà truffaldina, che poverini sarebbero tranquillamente stati a casa loro se non fosse stato per le continue provocazioni poste in essere dalla tracotanza dei veneziani e dei genovesi.


    Sarà ora che la verità storica venga finalmente ristabilita!


    E che i turchi abbiano almeno l’attenuante della provocazione: e poi andiamo, quello sgarro della bandiera tolta dall’ammiraglia fu davvero un insulto ed un’umiliazione, ma direi di più un atto di orgogliosa superbia perpetrata nei confronti degli sconfitti. Niente di cristiano, insomma!

    BASTA PAPA FRANCESCO CE LO RIPETE CONTINUAMENTE CHIEDIAMO PERDONO, FACCIAMO AMMENDA DI QUESTA SUPERBIA, DI QUESTA VIOLENZA CONTRO I NOSTRI FRATELLI ISLAMICI, CHE ADORANO IL NOSTRO STESSO DIO!


    Forse il suo Dio non certo quello cristiano!


    Sul sito della radio Televisione Svizzera qualche giorno fa compare questa curiosa informazione:


    “Nella chiesa di Pazzalino nei pressi di Lugano vi è un affresco che rappresenta il primo bombardamento aereo della storia. Sopra un altare laterale è raffigurata la battaglia di Lepanto avvenuta il 7 ottobre 1571. Le galere si scontrano, gli eserciti sparano gli uni contro gli altri, nella parte bassa della raffigurazione sono dipinte scialuppe di salvataggio, c’è chi vuole salire ma un turco con la spada sembra voler mozzare le mani a un suo confratello che tenta di aggrapparsi ai bordi. In effetti in acqua ci sono arti troncati e una testa mozzata. In basso a sinistra dell’osservatore si vedono Pio V e Filippo II in devota preghiera. Il potere spirituale e quello temporale sono concordi. In alto c’è la Madonna con il bambino e un angioletto alato. Madre e figlio hanno entrambi una bomba in mano che passeranno all’angioletto il quale la farà cadere sui turchi.
    Una bomba è rappresentata già in volo destinata infallibilmente a colpire la flotta nemica. L’angelo ne ha in mano un’altra pronta ad essere sganciata. La scorta è abbondante, il bombardamento, messo in atto da madre, figlio e angioletto, sarà inesorabile.


    Il pittore è anonimo, ma non sarà stato certo lui a individuare il soggetto, avrà avuto senz’altro dei “dotti” committenti. Per moltissimo tempo celebranti e fedeli avranno visto, o almeno intravisto, quell’affresco mentre nel corso della messa recitavano, sia pure in latino, lo stesso Credo che viene proclamato tuttora: «Credo in Dio Padre onnipotente…» con quel che ne segue. Ma come credere che allora siano state credute le stesse cose di ora? Chi può oggi anche solo immaginare una Madonna bombardiera?


    Per chi vive in Occidente l’autocoscienza ecclesiale non può prescindere dalla storia. Tuttavia non è raro che, in varie occasioni, la conoscenza storica provochi nell’animo di molti non poco sconcerto.”


    E così dopo la Madonna di Kazan portata in processione da Stalin ed alla più esilarante Madonna giacobina[1] che avrebbe fermato in una battaglia in Puglia le armate del Cardinale Ruffo, adesso anche la Madonna bombardiera.


    C’è da che scompisciarsi dalle risate!!


    Lo scrupoloso giornalista elvetico, sacerdote del politicamente corretto parte subito con il piede sbagliato: per bacco i turchi sono raffigurati come dei boia che troncano gli arti ai propri connazionali che si vogliono mettere in salvo, ed il mare è pieno di arti galleggiati. Insomma la Battaglia di Lepanto viene raffigurata dai vincitori come un carnaio di arti tagliati dai turchi che non vogliono far salire sulle scialuppe di salvataggio i poveri disgraziati cacciati in acqua dai bombardamenti delle navi dei crociati! (per fortuna ora la nostra marina salva tutti e quando non ci riesce finisce sotto processo!)


    Il tutto sotto gli occhi “devoti” (bontà sua) di Pio V e di Filippo II; trono ed altare sono uniti nel benedire “devotamente” il carnaio di arti di cui è pieno il mare di Lepanto.


    La cosa più assurda è che addirittura la Santa Vergine bombarda, aiutata da un angioletto, la povera flotta turca con delle bombe fatte scagliare da una sadica figura angelica, che sorride compiaciuto nel portare a termine questo abominio.


    A guardare bene il quadro nessuna delle bombe scagliate contro la flotta turca scoppia: e come mai?


    In realtà scrupoloso, strisciante, servile pennivendolo del politicamente corretto, quelle non sono bombe, ma i grani del rosario che la Vergine scaglia contro la flotta turca: queste bombe spirituali sono fornite dai milioni di rosari che i devoti popoli cristiani cattolici dell’epoca in ogni parte d’Europa recitarono per assistere la Flotta Cristina durante lo scontro tra questi due opposti modi di concepire la vita e di praticare la religione. E contro queste bombe nulla e nessuno può niente nemmeno il buon profeta Maometto o il suo Allah “falso e bugiardo”.


    “La scorta è abbondante, il bombardamento, messo in atto da madre, figlio e angioletto, sarà inesorabile.” Quindi madre Figlio ed angioletto detto tra le righe sono dei sanguinari assassini di innocenti marinai turchi: inorridite fratres!


    E la nota subisce un climax crescente: il pittore che ha avuto dei “dotti” committenti, in effetti tutti i pittori sono a dir suo sempre stati una manica di ignoranti che dipingevano solo su suggerimento e su commissione dei signori del denaro! E si arriva fino alla bestemmia quando con candore si afferma:


    “Per moltissimo tempo celebranti e fedeli avranno visto, o almeno intravisto, quell’affresco mentre nel corso della messa recitavano, sia pure in latino, lo stesso Credo che viene proclamato tuttora: «Credo in Dio Padre onnipotente…» con quel che ne segue. Ma come credere che allora siano state credute le stesse cose di ora? Chi può oggi anche solo immaginare una Madonna bombardiera?”


    Ma come credere che allora siano state credute le stesse cose di ora? Chi può oggi anche solo immaginare una Madonna bombardiera?

    Quindi signori cari, prima si credevano solo delle blasfemie, mentre per fortuna oggi si professano finalmente la vera fede ed il vero credo!

    Nemmeno passa per la testa davvero lucida e finalmente “illuminata” che il quadro possa essere un’allegoria del rosario e delle sua potenza che vince e fa vincere la vera fede? No il Papa del Concilio di Trento non poteva essere che un sanguinario assassino che giova nel vedere il mare pieno di arti e di sangue insieme al suo sodale Re ed Imperatore asburgico sul cui impero non tramontava mai il sole delle nefandezze: a Lepanto contro i turchi, come in America latina contro i poveri e miti indigeni convertiti a suon di bagni di sangue dai crudeli e sadici Conquistadores spagnoli.


    “Per chi vive in Occidente l’autocoscienza ecclesiale non può prescindere dalla storia. Tuttavia non è raro che, in varie occasioni, la conoscenza storica provochi nell’animo di molti non poco sconcerto.”


    Parole memorabili e che ci piombano in testa come macigni, anzi come le bombe scagliate dalla Vergine e dal suo Divin Figlio contro le navi della flotta turca: “la conoscenza storica provochi nell’animo di molti non poco sconcerto”. Nell’animo di chi? Non sicuramente dei nuovi democratici ed “illuminati” sostenitori del Novus Ordo Saeclorum: milioni sono i morti che sono stati fatti dalle guerre di liberazione condotte dagli amerikani in tutto il mondo quelle guerre dichiarate, non dichiarate, provocate con falsi pretesti, con criminali politiche di aggressione, con sanzioni inique, con l’imposizione di regimi più o meno oscenamente demoniaci!!


    Le bombe sganciate da quasi un secolo dagli aerei e dai droni amerikani e dei loro democratisissimi alleati nel mondo, sono tutt’altra cosa dai grani del Rosario che la Santissima Vergine scaglia nel quadro contro la flotta turca!


    Peccato, ma forse i tempi non sono ancora maturi, affinché il pennivendolo svizzero non invochi che il quadro venga tolto o meglio bruciato o relegato in un oscuro sito. In Spagna i frati del santuario della Vergine del Pilar a Saragozza hanno già provveduto a togliere dalla chiesa la statua di Santiago Matamoros che stava sotto l’altare della Basilica del Pilar.


    Rivolgiamo un accorato appello al nuovo arcivescovo di Bologna affinchè faccia “sbanchettare”, anche in San Petronio il Maometto demoniaco raffigurato in quella basilica: che diammine è ora di fare in modo che la coscienza storica non provochi più ancora nell’animo di molte anime candide di democratici, non poco sconcerto!!

    luciano garofoli

    [1] A proposito della Madonna Giacobina la cosa fu solennemente smentita da una ricerca storica approfondita condotta dal compianto Pino Tosca che costrinse il vescovo a dover ammettere trattarsi di un falso storico sisquipediale!

    La Madonna “Bombardiera” - Blondet & Friends

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