Juan Donoso Cortés - La vita, le opere (introduzione)
di Rino Cammilleri
(tesi di laurea - volume inedito)

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INTRODUZIONE


Juan Donoso Cortés (1809-1853) nasce, vive e muore nella prima metà del secolo XIX, un secolo che si apre alle novità in ogni campo. L'epoca di Donoso è caratterizzata dal macchinismo nel campo economico, dalla nascita del proletariato in quello sociale, da un certo deismo nel religioso, dal liberalismo nel politico e il romanticismo nel letterario (1).

I giornali cominciano ad essere stampati per mezzo di macchine a vapore, il telegrafo e le tariffe postali rivoluzionano le comunicazioni, si afferma l’uso della carta-moneta e si fa strada l'inquietante fenomeno dell'urbanesimo. Gli anni di Donoso Cortés sono affollati di nomi che lasceranno il segno nel loro tempo (e alcuni di questi non solo nel loro); nel 1809 nascono Proudhon e Darwin; nel 1813 Kierkegaard e nel 1818 Marx. L'epoca conosce la maturità di Saint Simon, di Owen, di Fourier, morto nel 1837, di Comte, morto nel 1857. Bentham muore nel 1832, Hegel nel 1831 e Fichte nel 1814.

Definire Donoso Cortés valendosi dei giudizi espressi dagli studiosi è impossibile. Vediamone alcuni: "Donoso fu un grande iperbolico, le sue idee filosofiche provengono come da un delirio della mente" (2), oppure: "... non è analitico né sintetico... sospende, meraviglia e trascina... Più che filosofo è uomo di discussione e polemista, più che polemista, oratore. Non è scrittore corretto, ma è scrittore meraviglioso" (3).

Ancora: "Cortés non fu solo filosofo e scrittore, ma anche oratore e uomo politico, impossibile pertanto scindere il suo pensiero dall’azione, alla quale è profondamente mescolato" (4) e "Non piace ai conservatori, che non intendono rinunciare a niente di quanto posseggono o acquisiscono; scandalizza i demagoghi che intendono soprattutto svegliare i risentimenti e speculano sulla miseria per innalzarsi al potere" (5).

Alcuni vedono in lui "l'ultimo grande esponente controrivoluzionario ottocentesco" (6), o addirittura lo "araldo teorico di una dittatura conservatrice" (7) e "filosofo di una dittatura radicale" (8). Altri lo descrivono come un "retorico apocalittico, creatore di luminose immagini, più che di una dottrina coerente" (9), "una combinazione di specchi per aumentare l'illusione" (10), i cui atteggiamenti di fondo erano "la fede senza ragioni, il gusto per le situazioni estreme, il ridurre la politica di ogni giorno a politica delle grandi occasioni" (11).

I paragoni e gli accostamenti, poi, sono svariati: "... della razza di Tertulliano, di Joseph De Maistre, e (perché non dirlo, sebbene il paragone sia irriverente?) di Proudhon" (12), o "Juan Donoso Cortés nella politica ha rappresentato quello che Calderon ha significato per il teatro spagnolo" (13)

Non manca chi fa dei paralleli con Sant'Agostino (14), o con Montesquieu (15). Il suo atteggiamento è stato definito "scontroso e difensivo" (16) e "troppo preoccupato di escludere anche l’ombra del progresso e del movimento della storia nelle profonde mutazioni che avvenivano sotto i suoi occhi" (17). Sul suo "pessimismo" più o meno "virile" (18), sembrano essere d'accordo in tanti: "I cattolici del secolo XIX… di fronte al movimento per la libertà politica si divisero in correnti varie che possono venire riportate a due principali, a quella del pessimismo e a quella dell'ottimismo. Non c'è forse miglior modo di personificare quest'antitesi che ricordare da una parte Donoso Cortés e dall'altra Carlo di Montalembert" (19).

"Disperando di essere compreso e ascoltato in tempo cedette sempre più alla tendenza al pessimismo" (20).

C'è chi divide la sua vita in due fasi (21), chi in tre (22), chi vi rinuncia (23).

I giudizi sembrano tuttavia convergere per un aspetto particolare della evidentemente complessa personalità donosiana: "E' uno dei più grandi difensori della tradizione cristiana d'Europa" (24). "Insomma, Donoso Cortés era discepolo di De Bonald, era tradizionalista, nel senso più rigoroso della parola"' (25). E si potrebbe continuare.

Il lungo elenco riportato è però a mio avviso sufficiente a fornire gli elementi che permettano di dare una definizione abbastanza esatta e rigorosa del nostro Autore: Donoso Cortés era cattolico, era tradizionalista, era controrivoluzionario. E’ alla luce di questa constatazione che il presente lavoro cercherà di affrontarne lo studio.